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Il papiro: pianta da appartamento?

Si, perché la sua crescita è favorita da luoghi molto caldi e con un elevato tasso di umidità. 

La sua temperatura ideale, infatti, non deve essere inferiore ai 15 gradi centigradi. Per questo motivo nelle nostre stagioni più fredde deve essere tenuta costantemente al riparo ed esposta al sole solo nei mesi più caldi.

 

Il papiro è caratterizzato da steli lunghi e sottili che possono arrivare a grandi altezze, che in cima si aprono a

raggiera, con delle foglie dalla forma triangolare molto allungata e dei colore verde scuro. Il papiro sopporta

molto bene l’esposizione alla luce diretta del sole ma può essere adeguata anche una collocazione in

mezz’ombra. 

E’ una delle poche piante che non teme in alcun modo l’eccesso d’acqua. Una caratteristica che lo rende particolarmente indicato per la vita in appartamento.

Se devi allontanarti per qualche giorno di vacanza, non c’è da preoccuparsi. Metti letteralmente a mollo il papiro, in una bacinella colma d’acqua o impiega un vaso a riserva d’acqua: quando rientrerai troverai la tua pianta più rigogliosa di quando sei partita.

L’annaffiatura del papiro deve sempre essere abbondante; ama molto anche una spruzzata con il nebulizzatore sulla chioma, in modo da preservarne l’umidità. La temperatura ideale per il papiro è tra i 21 e i 27 gradi; d’inverno può arrivare a tollerare temperature intorno ai 15 gradi.

 

 

Nel periodo che va da marzo a settembre, a intervalli di due settimane, bisogna effettuare la concimazione della pianta. Come fare? Per il papiro è meglio utilizzare un fertilizzante liquido da aggiungere alla normale innaffiatura. 

La primavera è il momento ideale per moltiplicare la pianta attraverso la divisione dei cespi. Una volta estratta la pianta dal suo vaso si separeranno i cespi e si rinvaseranno. Oltre ad un’abbondante innaffiata aggiungeremo della carbonella sbriciolata.

Un’alternativa più semplice di duplicazione, operabile quasi tutto l’anno e quella invece operata per talea. Basta prendere alcuni degli steli più maturi, lasciando 5 cm di fusto. Immergere quindi le parti recise a testa in giù in un recipiente colmo d’acqua. Quando saranno spuntate le radici si opererà il travaso.

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