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Piante carnivore: cosa e come mangiano?

Protagoniste indiscusse di leggende e false credenze, ispiratrici di molta cinematografia horror e fantascientifica le piante carnivore sono da sempre rappresentate nella veste di temibili “mangiatrici di uomini” senza che vi sia realmente una spiegazione valida, se non le grandi dimensioni che certi esemplari possono raggiungere. Quale sia il motivo della demonizzazione di queste piante nell’immaginario collettivo non è dato saperlo, quel che è certo è che intorno a loro regnano fantasia ed ignoranza, due fattori che hanno contribuito alla nascita, allo sviluppo e alla diffusione di uno dei falsi scientifici più grandi di tutti i tempi.

Detto questo, cosa mangiano realmente le piante carnivore? Per lo più insetti di piccolissima taglia che si depositano direttamente sulle loro foglie e che vengono catturati con tattiche diverse a seconda della tipologia di pianta: alcune sono dotate di trappole a tagliola, altre di tubi ripieni di liquido digestivo, altre ancora ricoperte di colla acida. 



Questo è quello che avviene in natura o laddove una pianta carnivora può nutrirsi in maniera indipendente, ma se si volesse allevare tali piante all’interno di terrari, dove non sono presenti le loro prede ordinarie, sarebbe comunque possibile nutrirle, esattamente come se si trattasse di pesci rossi o di altri animaletti. La drosera, una delle specie principali, può essere nutrita una volta ogni 15-20 giorni con latte parzialmente scremato diluito con acqua, il quale deve essere depositato in piccolissime quantità direttamente sulle foglie sane e collose, le stesse che sono in grado di catturare gli insetti. Dopo qualche ora le foglie si arrotolano su se stesse e ingurgitano le gocce di latte. Altre specie, di dimensioni più grandi, come la Nepenthes, possono nutrirsi anche di pollo, che però deve essere somministrato in una maniera particolare: rigorosamente crudo deve essere frullato finemente, diluito con l’acqua e poi filtrato con una garza. Dopodiché il liquido ottenuto deve essere somministrato con una siringa all’interno delle foglie di forma conica circa una volta al mese. Ecco come anche le piante possono essere accudite, allevate ed imboccate dall’essere umano come altri piccoli animali domestici!

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